per Gian

Affido a queste poche righe il ricordo del mio amato fratello Giampiero, che mi ha insegnato, come un secondo padre, a vivere con dignità e coerenza, a rispettare ed aiutare i più deboli, a lottare contro le ingiustizie, a studiare e a insegnare, a rimanere modesto e umile come lui è sempre stato.

Ci lascia a distanza di nemmeno tre anni dalla scomparsa della mamma che tanto lo amava, ampiamente ricambiata.

Gian è stato costretto dalla guerra, dal fascismo, ricordava spesso la mamma, a diventare grande in fretta dovendo aiutare, lui primo di tanti fratelli, a mandare avanti una famiglia numerosa, a seguire i fratelli minori, a sostituire il papà imprigionato dal fascismo e poi partigiano.

Poi gli studi, i sacrifici inauditi. Lo ricordo studiare in soffitta, al freddo, alla luce di un abbaino che guardava il lago. Unico spazio di casa indenne dal chiasso di noi fratelli più piccoli.

E, a seguire, la carriera universitaria, di cui nostro padre andava così fiero, conquistata e sudata. Senza alcun aiuto o raccomandazione, allora e oggi tanto diffuse, contando soltanto sulle proprie capacità e sul proprio impegno.

Coerente con i princîpi che aveva posto a fondamento della sua vita non si è mai abbassato ad alcun compromesso.

Mai e a nessuno ha fatto pesare la sua vastissima cultura, mimetizzandola anche con l'aiuto di uno stile di vita modestissimo, al limite della frugalità.

Generoso sempre, con chi gli stava più a cuore e con chi ha incrociato per caso la sua strada. Ha dato molto più di quanto non abbia ricevuto.

Io, ultimo dei tuoi fratelli, piango insieme a loro come ho pianto per la mamma e il papà. Tutti e tre rimarrete nel mio cuore finchè avrò vita.

Dario

31 dicembre 2009

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