Lettere d'amore

Ho raccolto in questo sito la testimonianza di un grande amore. Marietta e Pierino sono i miei nonni paterni. Nati nel 1870, hanno avuto una vita breve. La nonna è morta di setticemia da parto a trentotto anni; il nonno le è sopravvissuto per dieci anni, stroncato dalla "spagnola" nel 1918. Erano cugini.

 

Nei tredici anni di matrimonio hanno avuto nove figli: Flaminia, i gemelli Pietro e Gio-Maria, Barbera, Enrico, Dionisio, un altro Dionisio, Giuseppa e Cecilia.

 

Gio-Maria, chiamato Mario, è mio padre. Ha conservato queste lettere d’amore dei suoi genitori tra le sue tante carte e i suoi tanti libri; le une e gli altri lo hanno aiutato ad affrontare una vita lunga e non priva di difficoltà. Parlava di suo padre con venerazione e continuava a maledire il medico che non l’aveva saputo guarire dalla "febbre spagnola". La mamma, Marietta, è morta quando lui aveva solo dieci anni. Nel suo ricordo era bellissima.

 

Le prime lettere risalgono al 1890, quando Marietta e Pierino hanno 19 anni, ma il loro amore è la conclusione di "vent’anni di continua affezione", come scrive il nonno in una lettera del 1891.

 

Alcune sono prive di data; la loro collocazione temporale, tuttavia, risulta abbastanza agevole.

 

L’ultima viene scritta da Marietta a Pierino il 21 agosto 1900; sono sposati da cinque anni, hanno già quattro figli e la nonna è incinta di Enrico, che nascerà dopo meno di due mesi. La nonna vivrà ancora otto anni soltanto e avrà altri quattro figli; "colei che ci amò tanto" la definirà il nonno in una lettera alle figlie del 1915.

 

Anche il ridotto carteggio tra il nonno e i suoi figli è stato conservato da mio padre con le altre lettere. L’insieme è un pezzo di storia della mia famiglia che mi sembrava un peccato lasciare nell’oblio.

 

Dario Cotti Cometti

 

 

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